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azzeriamo il rischio paese

Bianzino Consulente Finanziario a Vicenza
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Tags: rischiopaesesicavitaliaspread
Scrivo questa nota per rispondere alle numerose domande e dubbi che ci assalgono in questi giorni dovute anche alla disinformazione che vediamo sui media.
 
Probabilmente questa sera l’altra agenzia di rating Standard & Poor’s , dopo Moody’s, abbasserà  il giudizio sull’Italia di un altro scalino indicando le previsioni per il futuro (il cd outlook).
 

 
“I fondi Comuni e/o le Sicav hanno  un elevato livello di tutela e azzerano il rischio paese”
 
 
Quando effettuiamo un investimento in Sicav la nostra Banca invia i soldi alla Banca Corrispondente che si metterà in contatto con la Banca Depositaria la quale avrà in custodia le quote dei singoli intestatari.  Tali quote fanno parte  del patrimonio della Sicav che è in Lussemburgo in un conto segregato a nome della società di gestione.
 
Entrano quindi in gioco oltre alla propria Banca “nazionale”  altri soggetti che hanno compiti e sono anche in posti separati proprio per aumentare la tutela dell’investitore.
 
 
Se fallisce la nostra Banca “nazionale”?
 
La banca collocatrice non ha alcun diritto sugli investimenti del cliente che potrà chiedere il trasferimento della posizione su un’altra banca
 
 
Se fallisce la banca corrispondente?
 
L’investitore non subisce danni perché le quote nominative non fanno parte del patrimonio  della banca Corrispondente che ha solo il compito dei pagamenti e di sostituto d’imposta.
 
 
Se fallisce la Depositaria?
 
Gli asset sono a nome del Fondo con indicazione per singoli intestatari delle quote e comunque custoditi in conti segregati cioè distinti dal Patrimonio della Banca.
 
 
Se fallisse la Sicav?
 
Per verificarsi l’evento devono fallire tutti gli Stati, i Governi e le società in cui la Sicav ha investito. Evento altamente improbabile visto che la diversificazione è una prerogativa dei Fondi comuni.
 
 
Se l’Italia uscisse dall’euro?
 
Non si avrebbe una penalizzazione del patrimonio investito perché continuerebbe ad essere denominato in euro e solo le piccole quote di richiesta rimborso sarebbero convertite nella valuta nazionale. La liquidità è quella che verrebbe penalizzata immediatamente.
 
 
Se il Governo italiano applica un prelievo forzoso per sistemare i conti pubblici?
 
Andrebbe a colpire solo i conti correnti mentre non potrebbero aggredire una sicav di diritto lussemburghese sottoposta ad altra normativa e la stessa Banca Depositaria essendo non in Italia non sarebbe autorizzata a fare prelievi.
 
 
Aggiungo infine che se non si hanno strumenti riconducibili alla banca (ad esempio obbligazioni, azioni, depositi vincolati) e si detiene una la liquidità contenuta sul conto corrente,  le vicende che riguardano la situazione italiana possono essere seguite in modo più distaccato; certamente possono influenzare i mercati ma gli Investitori si spostano sui Paesi con più alto potenziale di crescita e vedono queste oscillazioni come opportunità.
 
Ricordo che gli Investimenti sull’Italia , che siano azionari o obbligazionari,  per gli investitori esteri non pesano per più del 2% e che detenere eventuali piccole quantità di titoli di stato ha un carattere puramente tattico, o fini pensionistici e successori.

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